Arezzo

Posta in luogo strategico per il controllo dell’Appennino, Arezzo (100.000 abitanti circa) è sempre stata città contesa. Così, i primitivi fondatori sono sconfitti dagli Etruschi, che si stabiliscono attorno al colle di San Donato e fondano Arretium (da cui il nome attuale). La loro città viene poi conquistata dai Romani, che ne mantengono il ruolo di sentinella del territorio, in primis contro i Galli ostili. Sopravvissuta agilmente alla fine dell’Impero Romano, la città vive un’epoca felice come Libero Comune. Prima, la città ridimensiona il potere delle autorità ecclesiastiche e l’ingerenza imperiale. Poi, si dota di una serie di monumenti importanti, come l’Università Studium, mentre il suo sviluppo culturale viene evidenziato da personaggi come Cimabue, Margaritone d’Arezzo, Pietro Lorenzetti, Cenne de la Chitarra e Guittone d’Arezzo. Dall’Arezzo romana arriva così l’Anfiteatro, posto vicino alla moderna Via Margaritone e Via Crispi. Realizzato all’inizio del II secolo dopo Cristo, rispetta i canoni del genere: due file di gradinate, forma ad ellissi, arenaria e marmo come materia prima. In origine capace di ospitare 8000 persone l’anfiteatro ha subito l’incuria del tempo e le devastazioni dell’uomo: sulla suo emiciclo sud è stato infatti edificato il Monastero di San Bernardo (XVI secolo) oggi sede del Museo Archeologico. Costruita nell’abitato, la Chiesa di Sant’Agostino occupa l’omonima piazza. Costruita nel Duecento, viene nettamente modificata dai restauri di fine Settecento: l’architettura viene rifatta da Filippo Giustini, mentre le decorazioni a stucco sono materia di Francesco e Giuliano Rusca. Il suo interno conserva opere di pregio, come il coro ligneo settecentesco di Ludovico Paci, le tele seicentesche del pittore Santini e la cantoria progettata dal Rusca. Infine, non si può parlare di Arezzo senza citare la sua opera d’arte più famosa, la Chimera. Ritrovata nel Cinquecento durante gli scavi per le fortificazioni cittadine, risale ad un gruppo di bronzi, creati nel V secolo a.C., raffiguranti la lotta dell’eroe Bellerofonte (la cui statua è andata persa) contro il mostro.

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