Bologna

Luogo di studio o centro di baldoria. Stimolo per la vita politica o centro di anarchia. Capolavoro urbano o babilonia mal costruita ed abitata peggio. Comunque sia, Bologna (383.000 abitanti circa) non lascia indifferente. Il tour virtuale deve forse partire dell‘Università, che gli vale il soprannome de “La dotta”. Il primo nucleo della struttura nasce intorno all’Anno Mille, quando un gruppo di giuristi guidati da personalità come Irnerio e Graziano incontra il sostegno dell’Imperatore Federico. Nasce così lo Studium, il prototipo, associazione libera e laica, dove gli studenti gestiscono la selezione e gli stipendi dei docenti. Proprio gli studenti creano gruppi d’associazioni, i cui stemmi decorano la vecchia sede dell’Archiginnasio. Con il passare del tempo, il aumenta il numero di allievi e facoltà, dove alle materie umanistiche si affiancano quelle scientifiche e matematiche. Oggi l’Università di Bologna è una delle più importanti d’Italia e d’Europa, con allievi da tutto il mondo. Poco meno famose le torri gentilizie. Queste nascono nel Medioevo, e vengono usate dalle famiglie nobiliari come casa, fortezza, manifestazione di potere. In origine numerose, oggi le Torri superstiti sono 17. Tra queste, si possono citare la Torre della Garisenda, che colpì Dante durante il suo soggiorno e venne citata nella Commedia. Oppure la Torre degli Asinelli, che con i suoi 97,20 metri ha il record di torre pendente più alta d’Italia. Come dice il nome, Il palazzo del Podestà è l’antica sede del potere comunale, esercitata dalla massima autorità: il podestà, appunto. Nonostante diversi cambiamenti, rimangono parti originarie. Come la Torre dell’Arengo, che chiamava l’adunata cittadina negli eventi eccezionali. O come il Voltone del Podestà, costruito in modo che due visitatori possono parlare a voce bassa pur essendo agli angoli della sala. Cardine per i cattolici locali è la Basilica di San Petronio. Dedicata al patrono locale, la struttura inizia ad essere costruita nel primo Trecento: scopo dei finanziatori, edificare un tempio in grado di rivaleggiare con San Pietro, a Roma. L’obiettivo, e le dimensioni dell’opera vengono ridimensionati: tuttavia, San Petronio rimane edificio elegante, dalle diverse attrattive. Così, la facciata è decorata dalla sculture di Iacopo della Quercia, rimaste incompiute per via della morte dell’artista. Invece, tra le opere all’interno, spicca la “Madonna in trono”, pezzo di bravura del Costa e la statua di San Antonio, considerata creazione del Sansovino.

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