Brescia

Brescia (194.400 abitanti circa) ha origine poco chiara. L’ipotesi più probabile è quella dei Galli Cenomani, che avrebbero chiamato l’insediamento Brixia, dal celtico brig, cioè altura, zona scoscesa. Tuttavia, è chiarissimo il suo ruolo nelle lotte per l’Indipendenza d’Italia. Dal 23 marzo al 1 aprile 1849, la città è teatro delle cosiddette Dieci Giornate di Brescia, con l’insurrezione dei patrioti locali che obbligano alla fuga l’esercito austriaco. Segue la fallimentare Prima Guerra d’Indipendenza, con l’esercito dei Savoia costretto alla fuga e la Giunta Insurrezionale cittadina che non riesce ad impedire il saccheggio della città, opera dei soldati del generale Julius Jacob von Haynau. Per il coraggio e lo spirito di sacrificio la città riceve il soprannome di Leonessa d’Italia, stimolato dalla nota poesia del poeta Carducci. Quell’epoca di onore e dolore è ricordato dal Monumento ai caduti delle Dieci giornate di Brescia, posto in Piazza della Loggia. Detto anche Bell’Italia, è costituito da una donna posta su un piedistallo, la personificazione dell’Italia, che regge una bandiera ed una corona di alloro. Sul basamento, sono incise i momenti cruciali dell’insurrezione, dalla battaglia di piazzetta Tito Speri al combattimento di Porta Venezia. Sempre in piazza si può visitare la Torre dell’Orologio. Opera cinquecentesca dell’architetto Beretta, è sede di un meccanismo capace di segnare le ore, le fasi lunari e i segni zodiacali su due diversi quadranti. Degni di nota particolare i Matti delle ore (Macc de le ure in dialetto locale): due automi in rame che, quando scocca l’ora, battono sulla campana col martello che hanno in mano.

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