Campobasso

Campobasso ( 50.000 abitanti) ha origini poco chiare: l’ipotesi più credibile tira in ballo una sorta di “fusione” di diverse città. La prima, un centro fortificato dei sanniti, identificato come “Valvennius”, sorta di stazione di guardia del più importante centro di Aquilonia, posta sul Monte Variano, tra i moderni comuni di Busso, Baranello e Campobasso. Dopodiché, vi è la città di Saipins, poi romanizzata in Saepinum: i reperti parlano di una città colta e raffinata, dotata di terme foro, teatro e ville patrizie. Nonostante la mancanza di dati certi, perciò, è realistico pensare a Campobasso come un’insediamento d’origine sannitica-romana. Ed il passato vive ancora oggi, nei monumenti e nei luoghi d’interesse. Luoghi come il Castello Monforte, struttura normanna poi riutilizzata dai successivi dominatori. E’ un edificio a quadrilatero, con il mastio centrale volto verso la città e resti del ponte levatoio e delle torri del perimetro interno. L’interno è particolarmente spoglio: tuttavia, presenta alcuni elementi interessanti. Come lo stemma dei Monforte, una croce con quattro rose. O come la torre, sede della Stazione meteorologica di Campobasso dell’Aeronautica Militare. O ancora i sotterranei, struttura estesa dalle diverse funzioni, da riserva d’acqua a rifugio dalle battaglie. Più pacifico, il Convitto nazionale Mario Pagano, col suo giardino. Quest’ultimo è la più importante area verde della città: creato nel 1800, offre diverse piante esotiche: un Cedro del Libano, il Gingo Biloba (importato dalla Cina) e la sequoia gigante, capace di raggiungere un’altezza più che notevole. Nelle leggende locali, il giardino è considerato luogo misterioso, di notte teatro di apparizioni soprannaturali.

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