Carbonia

La città di Carbonia (29.000 abitanti) può vantare un’origine più antica della fondazione. Le testimonianze archeologiche danno infatti l’immagine di un territorio più volte abitato, dalle popolazioni neolitiche agli abitanti dei Nuraghi, a coloni fenici e romani. Tuttavia, la presenza umana inizia a diventare significativa dal tardo Medioevo. Le pestilenze, le guerre tra Giudicati e potenze straniere e le incursioni dei pirati barbareschi spingono i sardi a lasciare la costa per il territorio di Carbonia. Nascono così i “medaus” o “ furriadroxius”, insediamenti stabili di pastori od agricoltori del Sulcis. Altro punto di svolta, agli inizi dell’Ottocento: perlustrando il territorio per conto dei Savoia, individua la presenza di giacimenti carboniferi. Nasce così il processo di sfruttamento e colonizzazione sistematica, che porta alla nascita della Città di Carbonia, il 18 dicembre 1938. Fortemente voluta dal regime fascista, la città assolve ad una doppia funzione: quella propagandistica di mostrare la nuova Italia efficiente, moderna e razionale voluta da Mussolini e quella pratica di importante polo economico per l’autosufficienza energetica della nazione. Nonostante sia città giovane rispetto ad altre d’Italia, Carbonia ha in ogni caso la sua percentuale di monumenti degni di visita. Ecco così la Chiesa di San Ponziano. Svolge le funzioni di principale chiesa cittadina, e presenta una struttura in stile neoromanico ed una pianta interna. Notevole la facciata, realizzata con il granito e la trachite prelevati dalle montagne circostanti, che le hanno permesso di resistere ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. San Ponziano è dotato di un particolare campanile, costruito secondo i canoni artistici del Nord-est in omaggio ai coloni di Veneto e Friuli. Gli amanti del verde non possono poi perdere il Monte Rosmarino. Tale piccolo colle è inserito fisicamente nella cinta urbana ma è dotato di parchi ed ampia pineta. Amato dai bambini e dagli sportivi, mostra anche rilevanza religiosa: la sommità ospita infatti la Madonna del Minatore, statua simbolo della religiosità popolare.

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