Emilia Romagna

Cuore della Pianura Padana, l’Emilia Romagna ha comunque la sua percentuale di montagne: 25% circa, contro il 27% di colline ed il 48% di pianure. La pianura nasce come conseguenza dell’attività del Po e dei corsi d’acqua ad esso collegati, responsabili dell’accumulo dei depositi alluvionali. Di conseguenza, le zone settentrionali sono formate dai materiali a dimensione maggiore (come ghiaia e sabbia), con il suolo molto permeabile. Diversamente, le zone meridionali i depositi sono più minuti e meno soggetti ad infiltrazioni. Le città più importanti dell’Emilia Romagna sono Forlì, Rimini, Cesena, Piacenza, Ravenna, Ferrara, Bologna, Reggio Emilia e Modena.Ad un certo punto la pianura sfocia in una costa bassa e priva d’insenature rilevanti: la compresenza di spiagge sabbiose e mare poco profonde l’ha resa ideale per la creazione di una fiorente attività turistica. Il grande fiume ed i suoi affluenti hanno plasmato le attività economiche più diffuse. Non a caso, la Regione sfrutta l’abbondanza di acque, per la coltivazione di cereali e di latticini, tra cui spiccano i formaggi Grana Padano e Parmigiano-Reggiano. Non mancano attività secondarie, come la cura di alberi da frutta la produzione di vino. Se la pianura è fortemente urbanizzata, l’area montana è relativamente poco abitata. Largo circa 40 chilometri, tale territorio prende il nome di Appennino emiliano: una serie di ripidi contrafforti, dove da uno spartiacque centrale si diramano diversi contrafforti, con la tipica struttura a denti di pettine. Il Monte Cimone (2.165 metri) e zone circostanti hanno l’altezza regionale maggiore. Dopo anni di difficoltà ed abusi, le autorità hanno dato all’Apennino emiliano ed al suo territorio la tutela che merita: non a caso, oggi la Romagna può vantare il Parco Nazionale dell’Appennino Tosco-Emiliano. Con circa 22.000 ettari di superficie, il Parco ospita specie animali e vegetali molto rare, in primis il lupo. Quasi scomparso dopo anni di caccia ed occupazione del territorio, l’animale è stato oggetto di progetti di ripopolamento e può vantare oggi almeno 700.000 esemplari.

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