Enna

Le origini di Enna (27.000 abitanti) non sono ben definite. Secondo l’ipotesi attualmente più credibili, la città nasce come insediamento nel Neolitico, quando un centro abitato (completo di tempio e necropoli) viene costruito intorno al moderno Lago di Pertusa. Gli abitanti sono i Sicani, il cui dialetto ha lasciato tracce nella parlata locale. Più certa la presenza greca, a cui va attribuito il nome Henna (di origine preindoeuropea) ed il culto di Demetra, che con il nome di Cerere viene mantenuto dai conquistatori romani. Tuttavia, il vero primo periodo di sviluppo arriva sotto il controllo degli aragonesi: attratto dalla posizione facilmente difendibile, il sovrano Federico III fa di Enna il centro della sua corte, dotando il centro storico di numerosi monumenti in stile catalano. Il secondo periodo di sviluppo arriva dopo secoli di declino: dopo l’Unità d’Italia, Enna sfrutta la rete ferroviaria e le particolarità del territorio, che unisce porti ad importanti giacimenti di zolfo: la città vive così un altro periodo di gloria. Durante il fascismo, infine, Mussolini viene conquistato dalle antiche origini greche e fa di Enna capoluogo di provincia a scapito di Caltagirone e Piazza Armerina, tra l’altro sedi storiche del Partito Popolare di Don Sturzo. Viaggiando nella Enna moderna emergono così monumenti come la Torre di Federico. Fatta costruire secondo la leggenda da Federico II di Svezia, la Torre è una costruzione ottagonale, alta 27 metri e posta su una collina nelle vicinanze della città. Essa fu sia fortificazione che luogo di svago: costruita a protezione dei confini cittadini era posta in un territorio alberato, residenza estiva dei nobili normanni in fuga dal caldo di Palermo. In tempi più recenti, la Torre è stata usata come rifugio durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale. Posta sullo sperone est del monte, la Rocca di Cerere è uno dei primi santuari della zona, usato dai Sicani ai Greci ai Romani. Oggi spicca come area archeologica e per il panorama offerto.

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