Genova

Principessa della Liguria, Genova (608.000 abitanti) ha un’offerta affascinante a partire dalle ipotesi sull’origine. Per alcuni, nasce da popolazioni locali, ed il nome deriva dal termine indoeuropeo genu (mascella, bocca) ad indicare la forma del primo insediamento o la sua costruzione sulla bocca (foce) dei fiumi. Altri tirano in ballo coloni etruschi, che avrebbero chiamato la città Kainua, città nuova: a loro sostegno, un coccio di vaso dove la città riceve il nome citato. Infine, Genova come città romana avente come patrono Giano (Ianus), il dio dalla doppia faccia, proprio come la città: una faccia ai monti, l’altra al mare. Da qui il nome medievale di Ianua, da qui l’importanza della porta (simbolo di passaggio sacro al dio) spesso presente nell’architettura cittadina. Parlando di architettura, è d’obbligo citare la Lanterna, il faro simbolo della città. La Lanterna nasce nel 1128, come struttura militare d’avvistamento e segnalazione: diviene così consuetudine fasci per segnalare l’arrivo delle navi. Col passare del tempo l’edificio diventa sempre più importante: nel 1326 viene installata la prima lanterna, nel 1340 viene apposto lo stemma ufficiale del Comune, nel 1400 diventa prigione di lusso, ospitando il re e la regina di Lussemburgo. Agli inizi del ‘500, la guerra tra genovesi e francesi la struttura viene pesantemente danneggiata. La ricostruzione arriva nel 1543, quando il Doge Centurione utilizza i fondi del Banco di San Giorgio, dando alla Lanterna l’aspetto attuale. Oggi, la Lanterna ospita il Museo della Lanterna. Scopo della struttura, recuperare usi, costumi della Genova del passato tramite video, filmati e supporti multilingue. Particolarmente interessanti le Sale dei cannoni, sezioni del museo dedicate ai fari ed altri sistemi di segnalazione in mare. Al loro interno vi è la lente di Fresnel, simile a quella presente a lungo nel faro genovese.

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