Gorizia

Città di medie dimensioni (circa 35.000 abitanti), Gorizia è una sorta di crocevia della storia: tra le sue vie, s’incontrano la cultura italiana e quella tedesca, senza contare le presenza ladine e germaniche. Tale varietà ha reso la città uno dei luoghi tragici della storia del Novecento, prima centro dell’italianizzazione forzata e durante il Fascismo, poi città ferita dall’esodo forzato del secondo Dopoguerra. Tuttavia, incroci e mescolanze hanno le hanno donato monumenti e bellezze, tutte da scoprire. In cima alla lista vi è il Castello. Posto sul colle che sovrasta il borgo, nasce da una struttura edificata dalla Repubblica di Venezia ai primi del 500, anche se l’aspetto attuale deve molto al restauro del 1937. Gli architetti tentarono di cancellare i danni dei bombardamenti della Prima Guerra Mondiale e tralasciarono le modifiche rinascimentale: il Castello è oggi una struttura pienamente trecentesca. Varcata la soglia si segnalano diversi ambienti d’interesse, tutti riportati all’antico aspetto. Ecco allora la Corte dei Lanzi, dal nome delle guardie tedesche impiegate dai veneziani. O la Loggia degli stemmi, con i blasoni dell’aristocrazia locale. O ancora il Salone degli Stati Provinciali, nel ‘500 sede del governo. Se il Castello è fortezza militare, la Chiesa di Sant’Ignazio è fortezza religiosa, frutto dell’accordo tra Asburgo e Chiesa per contrastare il luteranesimo di origine germanica. In classico stile barocco, ha avuto una costruzione travagliata (1654-1724) ed una consacrazione relativamente tarda, nel 1767. La facciata unisce particolarità austriache e romane, mentre l’interno offre affreschi e quadri di valore: tra tutti, spicca l’Altare Maggiore, opera di fine ‘700 di Pasquale Lazzarini. Collegato alla chiesa è il Collegio Gesuitico: qui, i seguaci di Loyola istruirono per secoli l’elite locale, contribuendo alla diffusione della lingua e della cultura italiana. Invece, il Sacrario Militare di Oslavia è testimone silenzioso della crudeltà della storia e del coraggio degli uomini. Le sue mura circolari di pietra bianca custodiscono le spoglie di 57.700 soldati, in maggioranza italiani, morti nella battaglia di Gorizia. Tra loro spiccano 13 medaglie d’oro come il Generale Papa. Ogni tramonto la campana suona in onore dei morti, ed ogni otto agosto si ha la cerimonia in onore dei caduti e della Presa di Gorizia, nel 1916.

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