Isernia

Isernia (22.000 abitanti) segue la storia di altre città del territorio: prima città sannita, poi conquistata dai Romani. A loro si deve il nome attuale, derivato dall’antico nome di Vulcano Esernio, cioè città consacrata al dio Vulcano. Da sempre gelosa della propria indipendenza, Isernia vive il suo periodo d’oro coi Normanni, nel XII Secolo. L’Imperatore Federico II la tiene in particolare favore, stimolando sviluppo demografico e benessere economico. La datazione non definita non toglie fascino alla Fontana Fraterna. Essa è formata da blocchi di pietra, rimossi da edifici cittadini e da costruzioni del periodo romano. Dotata di una serie di archi a tutto sesto, presenta una varietà di decorazioni, da un’epigrafe ai Mani ad una lastra con l’incisione di due delfini ed un fiore. Nel corso del tempo la fontana è stata spostata più volte, per proteggerla da devastazioni e saccheggi. Il Palazzo Jadopi nasce nel 1700 ed è legato a doppio filo con le vicende politiche della nazione. Durante le lotte per l’Unità un corpo di spedizione di garibaldini fu sconfitto dai Borboni locali e costretto a ritirarsi all’interno del palazzo. I garibaldini furono poi uccisi, le loro teste appese ai balconi del palazzo. L‘Arco di San Pietro è la torre campanaria della Chiesa Cattedrale, una volta dedicata sia alla chiesa di San Pietro che a quella di San Paolo. Secondo gli esperti, la torre è stata costruita nella prima metà del Trecento ma ha subito ristrutturazioni, di stile e per obbligo, come quelle seguite ai vari terremoti. Alla vista si pone come una torre quadrata di tipo gotico dotata di archi a sesto acuto, un orologio (sulla sommità) e le statue romane (sugli archi).

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