L’Aquila

La storia de L’Aquila è una storia di battaglie: di uomini contro uomini, dell’uomo contro la natura. Le sue vicende iniziano nel Medioevo. Stufi delle angherie dei baroni feudali, gli abitanti del territorio si rivolgono all’Imperatore Federico, che da parere positivo. Nel 1229 il suo Diploma dà il permesso a numerosi villaggi, il cui numero preciso è avvolto nella leggenda, di unirsi e fondare una città. In onore del patrono, la neonata cittadina prende il nome e l’insegna del casato degli Hohenstaufen, l’aquila imperiale. La pace dura poco e la neonata città de L’Aquila si trova al centro di una politica fatta più con le armi che con le parole. Ed, oltre ai vicini bellicosi, il pericolo terremoti: costruita su un territorio ad alto rischio sismico, la città ne è spesso vittima. A riguardo, particolarmente rilevante il terremoto del 1329. Secondo gli antichi cronisti, il sisma uccise il 10% della popolazione e sollevò polvere per giorni. Le autorità cittadine salvarono la città facendo presidiare le mura, impedendo l’esodo della cittadinanza spaventata. Tutto questo ed altro, è impresso nei monumenti locali. Luoghi come la Fontana delle 99 cannelle: costruita a fine 200, omaggia i mitici 99 borghi che diedero vita alla città moderna. O come la casa natale di Buccio di Ranallo, dove vide la luce uno dei cronisti che documentarono l’epoca d’oro della città. Discorso opposto per il Forte spagnolo. Massiccia struttura difesa da quattro torri, questo ricorda agli aquilani i tempi cupi della decadenza e della sottomissione agli Asburgo. La basilica di Santa Maria di Collemaggio ha un particolare valore religioso. Capolavoro voluto dall’eremita Pietro da Morrone, la chiesa espone la prima “Porta Santa” del mondo. Inoltre, grazie alla bolla (ancor’oggi valida) di Papa Celestino V, la basilica è sede del “Giubileo aquilano”, capace di attirare fedeli e semplici curiosi.

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