Da Leuca a Ugento in Barca: ecco come

Tra grotte e anfratti naturali: un giro in barca alla ricerca di meraviglie

Chi decidesse di organizzare un lungo tour in barca alla scoperta delle meraviglie naturali offerte dal tratto costiero che si estende da Santa Maria di Leuca alle Marine di Ugento, dovrebbe davvero esser pronto a tutto. Perché i colori, i profumi e le sfumature del mare che s’infrange sulle rocce e si nasconde nelle grotte, sono di quelli difficili da dimenticare, se non impossibili.

Perché il Salento è così: quando si ritiene di aver ammirato e vissuto tutto, c’è ancora qualcosa da mostrare, da vivere e ricordare. Ed è per questo che un giro in barca alla scoperta di quest’incantevole tratto di costa, incarna una di quelle esperienze da fare almeno una volta nell’arco della propria vita. Dunque, contando anche sull’apporto di Salento Easy, basta organizzare la tipologia di escursione che più risponde ai nostri interessi e andare alla volta dei tesori offerti dal mare.

Tra miti, leggende e realtà: le grotte del Capo di Leuca

Scogliere alte e frastagliate su cui s’infrange il mare, faraglioni e dirupi scoscesi, alternati a piccoli arenili caratterizzati da soffice sabbia dorata. Questo è il variegato panorama che accoglie i turisti in partenza dal Capo di Leuca. Le grotte, sia quelle del versante di levante sia quelle di ponente, hanno origini carsiche e si caratterizzano per gli struggenti colori che assumono le cavità quando la luce si riflette nel mare.

La prima grotta che s’incontra nel tour in barca, è “La Porcinara”, la più conosciuta di Leuca. Situata sul versante orientale di Punta Ristola, la grotta vanta iscrizioni in greco e latino, graffiti raffiguranti di navi e antiche divinità. Poco oltre, a circa 150 metri dalla Porcinara, si trova la Grotta del Diavolo.

Divisa in tre parti, la grotta si restringe progressivamente fino a giungere alle due vie che conducono al mare. All’interno della cavità, illuminata da riflessi smeraldini, sono stati trovati resti di armi e di utensili da caccia. Di grande impatto emotivo e visivo, la Grotta delle Tre Porte e la “Grotta dei Giganti”, sono tra le più antiche del litorale costiero.

Al loro interno, non a caso, sono state trovate ossa, denti e resti animali. Visitabili esclusivamente dal mare, le Grotte Cazzafri regalano al visitatore un impareggiabile spettacolo ricco di stalattiti, rese ancora più brillanti grazie al colore che il mare assume all’interno della cavità marina.

Risalendo la costa verso le Marine di Ugento

Lasciando il Capo di Leuca alle spalle, il paesaggio inizia impercettibilmente a cambiare. La costa inizia ad assottigliarsi, sparisce il panorama aspro e selvaggio, lasciando il posto a quello più rassicurante e conciliante che conduce alle Marine di Ugento.

Dopo aver attraversato “Marina di Felloniche” e “Marina San Gregorio”, si arriva a Torre Vado. Caratterizzata da un grazioso porticciolo, imperdibile al tramonto quando i primi pescatori escono a calare le reti in mare aperto, Torre Vado presenta un litorale piuttosto basso e roccioso, dolcemente degradante verso un mare limpido e cristallino. Poco oltre, la sosta diventa davvero imperdibile a Pescoluse. Descrivere i colori che assume qui il mare, diventa davvero difficile. Ma un’idea possiamo sempre farcela, visto che Pescoluse. Dopo aver lasciato “Torre Pali”, si tocca prima Lido Marini, con i fondali puliti e trasparenti, si giunge a Torre Mozza, caratterizzata da un mare dai riflessi quasi argentei se toccato dalla luce del sole e si conclude il tour a Torre San Giovanni, la marina di Ugento per eccellenza, ricca di vita e d’intrattenimento, famosa per il suo mare talmente azzurro da risultare impalpabile.

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