Macerata

Macerata (43.000 abitanti) è una città nata due volte. La prima, tra il III-II secolo a.C., prende il nome di Hevia Recina: i Romani, che la fondano lungo la Via del Sale (Salaria), la abbelliscono con monumenti pubblici e privati, come l’ampio teatro e le ville dei patrizi. La seconda nascita avviene del V secolo: le invasioni dei Barbari, in primis i Goti, costringono gli abitanti ad abbandonare la città romana e fondarne una nuova, più difendibile poiché in collina, che prende il nome di Macerata. A riguardo, il nome viene considerato ispirato dalla devastazione di Hevia (ridotta in macerie, da qui Macerata) o da macera, il nome latino della struttura dove gli artigiani locali mettevano a macerare il lino e la canapa per ottenere fibra. Tale attività commerciale viene ricordata nello stemma cittadino, dove la macina rappresenta gli artigiani locali ed i loro strumenti di lavoro. Tra le insegne, da ricordare la croce (greca rossa in campo bianco) assegnata da Papa Pio V per la partecipazione delle milizie locali alle guerre contro i Turchi. Forse, proprio le vicende storiche sono all’origine dei particolari monumenti della città. Come lo Sferisterio, oggi considerato il miglior teatro all’aperto del Paese ma nato con tutt’altra funzione. La struttura nasce infatti alla fine del Settecento come luogo di manifestazioni sportive, in primis le gare di pallone a bracciale. Tale ottica dirige i lavori, come l’aggiunta di tribune per i tifosi, fino al 1920. All’epoca, lo Sferisterio, che al pallone a bracciale aveva aggiunto il calcio, diviene l’apprezzato teatro di musica che ancora oggi, dotato di un’acustica di primissimo livello. Notevole anche la Biblioteca comunale Mozzi Borgetti : nelle sue sale sono raccolti più di 350.000 testi, tra donazioni di nobili e lasciti delle antiche biblioteche religiose, in primis quelle dell’Ordine dei Gesuiti.

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