Mantova

Mantova (48.000 abitanti) ha una storia che pianta le radici nella mitologia e nelle antiche credenze. Secondo la storia “ufficiale” la città viene fondata dal capo etrusco Tarconte, che consacra l’insediamento al dio dei Morti Manth. Invece, le leggende locali tirano in ballo Manto, profetessa figlia del profeta Tiresia. Le versioni della storia sono molte: la più conosciuta vede Manto incontrare ed unirsi in matrimonio con Tybris (il Tevere), divinità fluviale e re del popolo Toscano. La loro unione avrebbe generato Ocno, che avrebbe fondato una città, chiamandola Mantua in onore della madre. Da sempre città religiosa, Mantova ospita la Sinagoga Norsa Torrazzi, centro della numeroso comunità ebraica. Alla fine dell’Ottocento, il ghetto viene demolito ed una vecchia casa di riposo trasformato in edificio di culto. La Sinagoga presenta una sala di preghiera rettangolare, con pareti e volta dipinti con stucchi che onorano la famiglia Norsa o riportano versetti in ebraico. Da notare l’aron e la tevah, posti uno davanti l’altro su due nicchie rialzate su tre gradini e illuminate da finestre. La Casa del Mantegna rimanda al grande artista, che costruì per sé l’edificio, mettendo a frutto un terreno donatogli del marchese Ludovico Gonzaga. La struttura mostra ordine geometrico: un cerchio inserito in un quadrato, con un cortile cilindrico inserito in un corpo di fabbrica quadrato. All’interno, le stanze mostrano porte arcuate o finestre circolari su un cortile interno, omaggio rinascimentale alla domus romana ed al suo atrium. Parlando di case, Mantova è sede della Casa del Rigoletto, il buffone di corte inserito nell’omonima opera di Giuseppe Verdi. Nonostante il personaggio sia in realtà straniero, frutto di un italianizzazione del dramma di Victor Hugo, i mantovano lo ritengono uno di loro e gli hanno dedicato una statua, opera dello scultore Aldo Franchi, posta nel cortile interno.

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