Matera

Seconda città della Basilicata con i suoi circa 61.000 abitanti, Matera è un misto di certezze e dubbi. Per cominciare, il nodo delle origini. Nonostante la presenza dell’uomo sia antichissima e risalga al Neolitico, è mistero sui fondatori del primo nucleo urbano. Secondo l’ipotesi più credibile, tale onore spetta a coloni della Magna Grecia. A testimoniarlo, il simbolo della città, il bue con le spighe di grano: il primo sarebbe copiato dalla città ellenica di Metaponto, le secondo emblema comune delle città greche. Discorso simile sull’origine (ancora non definita) del nome, probabilmente derivante da Mataio olos, tutto vuoto, in riferimento alla locale Gravina. Se ci sono dubbi sulle origini, ci sono certezze sulle offerte per il visitatore. D’obbligo iniziare dai celebri Sassi. Una volta considerate degradate e poco dignitose, ora tali zone sono viste come esempio eccellente di bio-architettura. Nel corso dei secoli, i costruttori hanno dovuto conciliare due esigenze. Da una parte, la presenza dell’uomo, dai cacciatori della preistoria ai guerrieri medievali fino alla popolazione moderna, Dall’altra, un ambiente difficile, fatto di caverne, tufo e pareti ripide. Il risultato sono costruzioni dove “artificiale” e “naturale” si fondono. Il riconoscimento UNESCO e l’approvazione di Mel Gibson sono solo due degli allori conquistati dal territorio. Profondamente religiosa, Matera manifesta tale anima con diverse chiese. Tra queste, spicca la Cattedrale: costruita nel 200, vanta un pregevole affresco in stile bizantino, la Madonna della Bruna, ed uno speciale presepe, opera del maestro. Altobello Persio. La Chiesa di San Pietro Caveoso ha subito pesanti modifiche: ideata nel 1218, è stata totalmente rivisitata nel 1600. Al suo interno, tele del Settecento, affreschi delle vite dei Santi e polittici in legno. Celebre è anche il Santuario della Madonna di Picciano. A 15 chilometri dalla città, celebra l’apparizione della Madonna ad alcuni pastori del posto. Durante il tempo, ha cambiato spesso di mano, passando dai pacifici benedettini, agli ordini militari dei cavalieri Templari e di Malta, fino a ritornare ai monaci benedettini olivetani. La struttura contiene una cappella con la statua della Madonna, portata per le vie cittadine durante le processioni. Chiusura speciale per Parco della murgia materana, ennesimo simbolo del patrimonio uomo natura. Al suo interno, le strutture urbane, come chiese e masserie, convivono con zone selvagge, popolate da animali come il falco ed il cinghiale.

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