Messner Mountain Museum, la montagna in museo

Insieme a sentieri, boschi e pareti rocciose, in paesaggi dal fascino mozzafiato, l’Alto Adige custodisce anche un patrimonio museale di grande interesse per gli amanti della montagna. La regione ospita infatti la maggior parte delle sedi del Messner Mountain Museum, grandioso progetto diffuso che porta il nome del suo ideatore – ovvero del grande alpinista che non ha certo bisogno di presentazioni. Si tratta di un progetto pensato per la montagna e per chi la ama – per raccontare storie, spazi, natura e genti che contraddistinguono questo ambiente naturale, attraverso musealizzazioni originali allestite in luoghi d’eccezione lungo l’arco alpino.

Firmian, il nucleo principale del complesso, è stato allestito all’interno dell’affascinante castello che domina i confini sud occidentali della città di Bolzano, una fortificazione risalente al X secolo, tra le più importanti del Nord Italia. In questa elegante cornice, il polo museale rappresenta un’occasione unica per riflette sul viscerale rapporto che da sempre lega l’uomo alla montagna, attraverso una ricca collezione permanente di reperti, dipinti e installazioni, e affascinanti mostre temporanee.

Ortles, nel comune di Solda, è dedicato ai “mondi di ghiaccio” e custodisce le attrezzature utilizzate nel corso della storia in attività sportive di montagna – arrampicata, scalata su ghiaccio e sci, fra le tante – in una particolare struttura che si adatta scenograficamente al contesto paesaggistico: una sorta di grotta artificiale scavata all’interno di una collina, con un’apertura sul soffitto simile a un cratere, da cui entra la luce solare. Solda è una rinomata stazione turistica, invernale ed estiva, che si sviluppa ai piedi del massiccio montuoso dell’Ortles-Cevedale – la grande vocazione turistica della zona, del resto, è testimoniata dalle numerose proposte sempre presenti su portali come Expedia hotel.

Juval, a Castelbello-Ciardes, sorge a sua volta in un contesto panoramico d’impatto, in cima a un’altura tra i vigneti e i frutteti della bassa Val Venosta. In questo caso, il polo si sofferma sulle “montagne sacre”, ovvero sul mito della montagna nelle culture di tutto il mondo, del passato e del presente. Il percorso espositivo si articola su dodici sale, dove sono ospitati gli affreschi di B. Till Riemenschneider, una raccolta di dipinti che ritraggono le grandi montagne sacre, una collezione di cimeli tibetani, gli strumenti originali utilizzati da Reinhold Messner durante le sue spedizioni e molto altro ancora.

Il complesso diffuso del Messner Mountain Museum non si esaurisce qui. Include infatti altri due poli in Alto Adige – Ripa a Brunico, nel centro storico della cittadina, e Corones, arroccato su uno spettacolare altopiano panoramico della Val Pusteria – e uno in Val Belluna. Quest’ultimo (l’unico a essere ubicato in Veneto) è Dolomites: allestito in un forte della Prima guerra mondiale, tra Pieve di Cadore e Cortina d’Ampezzo, illustra la storia dell’alpinismo sulle Dolomiti.

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