Modena

Come altre città d’Emilia e d’Italia, Modena (185.000 abitanti) è una mescolanza di popoli. Essa nasce come insediamento degli etruschi, poi soppiantati dai Galli Boi. La conquista romana arriva nel 183 a.C. E la neo-colonia della Repubblica prende il nome di Mutina, forse derivato dal termine etrusco per “tomba” in ricordo delle vicine sepolture di aristocratici e notabili. Nonostante il nome “plebeo”, il Foro Boario ha una vicenda interessante. Il duca Francesco IV d’Austria d’Este lo fa costruire come mercato del bestiame e luogo di immagazzinamento dei prodotti agricoli. L’architetto fu Francesco Vandelli, che si avvalse della collaborazione degli agricoltori, onorati con la lapide “ Honori et comodo fidelium agricolarum”. Col passare del tempo, il Foro è stato usato come caserma, mentre ora sta per diventare la sede della Facoltà di Economia e Commercio dell’Università. Al suo interno fa bella mostra l’orologio-panoplia di Luigi Righi, con cinque Allegorie: Armi, Onore, Fertilità, Tempo ed Arti. La Chiesa di San Pietro evidenzia la mutata sensibilità religiosa della città. Essa nasce come tempio dedicato a Giove Capitolino, viene riconsacrata alla cristianità forse prima dell’Anno Mille. Tuttavia, la struttura attuale è di stile rinascimentale, frutto dell’architetto Pietro Barabani. Tra gli arredi, spicca l’organo, risalente al Cinquecento, con i suoi intagli in legno dorato. Notevoli anche le opere in terracotta del Bergarelli, in primis il suo Apogeo, un gruppo raffigurante l’ascensione della Madonna tra i santi Pietro, Paolo, Benedetto e Geminiano. La Torre Ghirlandina ricorda le glorie del Periodo dei Comuni. La struttura originaria, cinque piani e pianta quadrata, viene terminata entro il 1179. Poi, una serie di restauri: nel Duecento, nel Quattrocento ed alla fine dell’Ottocento. Il nome deriva dalle ghirlande (ringhiere di marmo), poste sulla punta ed è talmente popolare da aver soppiantato il nome ufficiale, Torre di San Geminiano. Nella torre spicca la Stanza dei Torresani, al quinto piano, con i suoi capitelli scolpiti.

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