Molise

Osservando il Molise salta subito all’occhio la divisione tra montagna (53,3%) e collina (44,7%). Le pianure sono infatti praticamente assenti, piccole zone strappate ai rilevi, le più importanti sono la Piana di Venafro (Ovest) e la Piana di Bojano (Centro). Le montagne sono molto più estese, toccando sia l’Appennino Abruzzese che quello Sannita: in mezzo a loro svettano i Monti della Meta (2241 metri) ed il monte Miletto (2050 metri) al confine con la Campania. Le colline iniziano nella parte orientale del territorio: le più importanti fanno parte del Subappennino, con l’altezza che cala man mano che ci si avvicina al mare. Ricco di acqua il Molise è attraversato da tre fiumi principali: il Fortore, il Trigno ed il Biferno. A differenza dei primi due, quest’ultimo particolare per la sua foce (finisce nel mare Adriatico) e per la portata d’acqua, per alcuni inferiore solo al Po. Il Biferno presenta anche la diga artificiale del Liscione (nata negli anni ’70) che forma il Lago di Guardialfiera. Altro bacino artificiale rilevante è quello di Castel San Vincenzo, nato negli Anni Cinquanta ed inserito nel Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Infine, ecco il lago di Occhito, posto al confine con la Puglia. Nella regione si trova anche il corso superiore del Fiume Volturno, che nasce dai Monti della Meta, riceve affluenti dalle campagne d’Isernia e Venafro e passa in Campania. Infine, le coste. Il Molise possiede un litorale di circa 40 km, in gran parte regolare, bassa e sabbiosa. Comuni sono le dune sabbiose che, combinandosi con i torrenti ed i fiumi, formavano paludi ed acquitrini, oggi quasi totalmente bonificati. L’uomo ha infatti lavorato molto sull’ambiente, sfruttando il promontorio roccioso di Termoli, creando un porto artificiale che collega l’Italia con le Isole e l’estero, Croazia in primis.

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