Narni

Narni (20.000 abitanti circa) nasce come insediamento di un popolo locale con il nome di Nequinum. In seguito, 300 a.C. Verrà conquistata dai romani e ribattezzata Narnia. Alla città romana sono legate due vicende. La prima riguarda l’assedio: le legioni, guidate dal console Quinto Pansa sono bloccate per due anni. Per vincere la resistenza degli abitanti, fondamentale il tradimento di due cittadine. La seconda riguarda il porto romano, collocato sul Nera per sfruttare la navigabilità del fiume. A lungo ritenuto leggenda, il porto romano è diventato materia della storia da quando ne sono state individuate tracce nella moderna frazione di Strifone. Dalla Narni medievale arriva la leggenda dello stemma. Secondo tale storia, il territorio umbro era terrorizzato da un feroce grifone. Per abbatterlo, i guerrieri di Narni si allearono con i compagni di Perugia: dopo la vittoria, i due gruppi si divisero le spoglie. Narni prese la pelle (e scelse quindi come stemma il grifone rosso), mentre Perugia le ossa (stemma il grifone bianco). Leggende a parte, Narni vanta bellezze concrete come la Cattedrale, consacrata a San Giovenale. Struttura medievale (nasce nel XII secolo), viene pesantemente ristrutturata nel XIV secolo, con l’aggiunta dell’abside, della navata e la risistemazione della cripta. All’interno, opere d’arte importanti come il coro in legno con la scena dell’Annunciazione (‘400), i Sarcofagi dei Santi Giovenale e Cassio, il monumento funebre del Senatore Pietro Cesi (1477) e la statua di legno raffigurante Sant’Antonio Abate. Dall’era dei Comuni arriva il Palazzo dei Priori di Narni, posto nell’omonima piazza. Da subito si notano le particolarità della struttura: il portale, la loggetta del banditore e la la loggia, quest’ultima composta da pilastro centrale, arcate del prospetto e volta con archi con 4 crociere a vela. Altrettanto notevoli gli anelli di ferro, pensati per sostenere la gogna usata contro i malfattori. Invece, la Fonte Feronia ricorda la Narni precristiana. La fonte ed il terreno circostanti erano infatti sacri alla dea Feronia, che manifestava la sua presenza con un acqua di purezza suprema. L’arrivo dei cristiani, e la successiva dissacrazione, avrebbe portato l’acqua allo stato attuale di non potabilità.

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