Parma

Parma ha origine antica, ma non definita. Secondo gli archeologi, è probabile che il nucleo dell’abitato nasca nell’Età del Bronzo Medio sotto forma di terramara. Comunque sia, la città ha due momenti di gloria, il Medioevo ed il (tardo) Rinascimento. Nel Medioevo, Parma passa da dominio nobiliare e vescovile a libero Comune. Nel Cinquecento, durante il conflitto franco-spagnolo in Italia, Parma viene conquistata dalla coalizione di Spagna e Stato della Chiesa: nasce il ducato di Parma, dominio di Pier Luigi Farnese, figlio illegittimo del pontefice Paolo III (nel mondo Alessandro Farnese). I Farnese trasformano Parma in un centro politico, economico e culturale, esaltato da artisti come Parmigianino e Correggio. Quando tramonta la stella dei Farnese, sorge quella dei Borbone, con Carlo I principe di Spagna investito del titolo di duca di Parma e Piacenza, con la città che guadagna il titolo di “Piccola capitale d’Europa”. Proprio da tale periodo d’oro escono gioielli come il Palazzo Pilotta (o Pilotta) serie di edifici, costruito dai Farnese sfruttando manodopera spagnola. Il nome deriva  il gioco iberico della pelota basca, praticato nel cortile del Guazzatoio, una volta detto appunto della pelota. Attualmente, il Palazzo è sede di istituzioni politiche-culturali, come il Museo Archeologico e l’Istituto d’Arte “Paolo Toschi”. O come il Teatro Farnese. Nel 1618 il granduca di Toscana Cosimo II si ferma a Parma: per onorarlo, il duca di Parma Ranuccio affida all’architetto Aleotti il compito di realizzare un teatro. La struttura viene completata anni dopo, appoggiandosi e modificando la struttura della vecchia sala d’armi. Purtroppo costi elevati, problemi politici ed i danni delle guerre limitano l’utilizzo della struttura. Dopo i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale è stato ricostruito secondo i disegni originari.  Dal Medievo arriva il Battistero, costruito da Benedetto Alerami e posto vicino il duomo. Oltrechè per la vita religiosa, il battistero è importante simbolo delle glorie cittadine, testimonianza dei contrasti con la Verona di Ezzelino ed artistico, in quanto transizione dal romanico al gotico.

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