Pavia

Come altre città padane, Pavia (71.000 abitanti) nasce come città del popolo Gallo, pronti a sfruttare la vicinanza dei fiumi Po e Ticino. I romani la conquistano e ne fanno una stazione di transito: la città prende il nome di Ticinum, e nel corso del tempo viene abbellita da monumenti importanti, come l’Arco di Trionfo di Augusto e la zecca imperiale (III secolo d.C.). Con la caduta dell’Impero Romano, la città viene conquistata nel 572 d.C., con i Longobardi che ne fanno la loro capitale con il nome di Papia, rendendola una delle più importanti città italiane. Nel 774, il re Longobardo viene ucciso, il suo popolo sottomesso dai Franchi, che trasformano Pavia in centro del loro potere. Pavia ospita così una residenza reale e funziona come luogo d’incoronazione, con la Chiesa di San Michele Maggiore a Pavia sede della nomina dei Re d’Italia. Con l’invasione degli Unni e le successive lotte medievali, in primis con il Comune di Milano, favoriscono la decadenza politica della città. Ma non quella artistica, che ancora oggi vanta bellezze come la Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio. Questa è la prima chiesta cristiana del territorio pavese, impiegata per più di 600 come custode del corpo di San Siro. Durante gli anni è stata curata da una comunità di monaci benedettini ed ospizio di pellegrini. I restauri hanno cancellato l’originale facciata romanica sostituendola con abside e facciata in stile classico. Il Palazzo Malaspina risale al 1200, simbolo concreto di potere e ricchezza dell’omonima famiglia nobiliare. E’ una struttura a due anime: l’esterno è rustico, difeso da un alto muro di mattoni. Invece, l’interno è complesso ed elegante, con un ampio cortile, le scuderie di famiglia ed una ricca biblioteca, che vanta i codici una volta dell’Abbazia di San Colombano.

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