Pesaro

Pesaro (94.000 abitanti) nasce per motivi militari: l’abitato viene fondato dai Romani (col nome di Foglia Pisaurus) nel 184 a.C., colonia fortificata per tenere d’occhio vicini-avversari bellicosi come i Galli ed il popolo dei Piceni. Superato il periodo delle invasioni barbariche, Pesaro si costituisce in libero comune, schierandosi con il Sacro Romano Impero e combattendo con le città della regione favorevoli al papato. Tuttavia, il periodo d’oro della città il tardo Rinascimento: Pesaro diventa la preda cercata da una serie di Signori, dai Malatesta agli Sforza ai Della Rovere. Tale famiglia rende Pesaro capitale del Ducato, dotandola di potenti fortificazioni e di ville raffinate. L’impronta nobiliare della città è evidente in monumenti come la Villa Imperiale. Costruita nel 1400, la struttura nasce per volontà del dominatore del periodo (Alessandro Sforza), ed unisce i caratteri della dimora fortificata e della villa di lusso. Il severo esterno, con mura spesse e torri di guardia, viene mitigato dal raffinato interno, con le decorazioni di Dosso e Battista Dossi, Raffaellino del Colle, Francesco Menzocchi e Agnolo Bronzino. Sempre Alessandro Sforza è all’origine del Palazzo Imperiale. La struttura nasce su un terreno precedentemente dei Malatesta e vanta una portico anteriore, composto da sei arcate con pilastri a bozze ed un piano superiore con cinque finestre decorate con stemmi, festoni e putti. All’interno, spicca il cammino della sala d’aspetto, dove Federico Brandani raffigurò una corsa di bighe intorno alle antiche mura. Infine, la zona archeologica di Colombarone rimanda alla presenza romana. Gli scavi archeologici hanno messo in luce una villa patrizia, resto dei quartieri-bene dell’antica città.

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