Pordenone

La storia di Pordenone è antica, con tracce d’insediamenti risalenti all’Età del Bronzo. Tuttavia, le notizie fino al X secolo sono scarse: gli storici hanno però accertato una struttura commerciale romana e la presenza medievale del popolo dei Carantani, di cultura slava. Il salto di qualità avviene tra l’XI-XII secolo quando la città attira l’interesse della Corona di Spagna, che ancor’oggi inserisce il territorio nei titoli della casata reale. Con la decadenza della monarchia spagnola, l’abitato e le zone circostanti passano alla Corona d’Austria (1282), sorta di enclave asburgica nel dominio del Patriarcato d’Acquileia. Forse, il periodo d’oro della città inizia nel Trecento: sfruttando il commercio fluviale, la città aumenta di dimensioni ed importanza, ottenendo lo status giuridico di città. Nel Cinquecento, Pordenone viene conquistata dalla Repubblica di Venezia, che rispetta gli statuti locali e ne potenzia l’economia, favorendo l’attività portuale. In seguito alla caduta di Venezia, la città diventa terra di confine, conquistata e persa più volte. Ma, se la storia accademica è interessante, la conoscenza pratica è migliore. La lezione inizia dalla Villa Romana di Torre, posta vicino al Castello e scoperta dal Conte di Radogna negli Anni Cinquanta. Il nome ricorda l’errore degli storici, che classificarono la struttura come casa di campagna di aristocratici. Tuttavia, le analisi recenti la fanno ritenere una stazione commerciale: posta sul fiume Noncello, fungeva da magazzino e luogo di lavorazione per le merci del circondario che poi venivano spediti verso il mare e l’entroterra. Il centro storico offre il maestoso Monumento ai caduti. Creato dallo scultore Mistruzzi, nasce in epoca fascista (1929) per celebrare il tributo pagato dai patrioti locali. E’ composto da un basamento a forma di vasca, uno zoccolo e poi le statue. La coppia principale è costituita da un soldato caduto, protetta dall’Italia armata di scudo. Ai fianchi, i fiumi sacri della storia patria, l’Isonzo ed il Piave. Più leggero e modaiolo è il Corso Vittorio Emanuele. Il turista può godere dei negozi e dei caffè e, per non dimenticare la cultura, osservare i porticati affrescati secondo lo stile dei pittori locali. Corso Vittorio Emanuele II, via principale della città vecchia, affiancato da palazzi porticati gotici e rinascimentali con affreschi, esempio mirabile di porticato veneto.

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