Prato

Città della Toscana, Prato (18.000 abitanti circa) ha una possibile origine etrusca. Se infatti i primi reperti sono d’origine neolitica, le prime vere e proprie tracce archeologiche sono di chiara matrice etrusca. L’antico abitato è stato così nominato Bisenza, dalla zona dei primi scavi (i Campi Bisenzio)e dal nome di una semi-mitica città presente nei documenti medievali. In base al lavoro degli storici, la Bisenza etrusca era una grande città, dotata di mura e di ville per i nobili. I continui attacchi dei vicini celti, e sopratutto, l’avanzare della potenza romana portare alla decadenza. Dopo la caduta di Roma, Prato vive un periodo travagliato, dovuto alla presenza poco stabile di Bizantini, Longobardi e dei conti Alberti, a cui va il merito di aver ri-urbanizzato un territorio caduto in degrado. La rinascita della città avviene nel Duecento, quando il commercio della lana e la devozione per la reliquia della Sacra Cintola portano all’aumento degli abitanti (si arriva ad una popolazione di 15.000 persone) ed alla costruzione di monumenti e palazzi. In seguito, la città perdette l’indipendenza politica, fu sottomessa a Firenze, e conobbe alterne fortune. Dal periodo d’oro del Duecento arriva il Palazzo del Pretorio, costruzione modificata più volte per agire allo stesso tempo come sede del Podestà, luogo della magistratura e prigione. I restauri moderni hanno portato ad un aspetto il più possibile simile all’originale: ad oggi, il Palazzo è sede del Museo Civico, dotato di opere d’artisti moderni e contemporanei. Invece, la statua di Francesco Datini è considerata tributo non ufficiale a quei mercanti che fecero la fortuna della città. Alla statua è legata l’ironia popolare: per alcuni cittadini la mano tesa ricorda i soldi che Datini lascio per i poveri, per altri chiede al passante quei soldi che furono primo obiettivo della vita del mercante.

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