Rovigo

Nonostante la mancanza di documenti certi, è probabile che Rovigo (52.000 abitanti circa) sia stata abitata dagli Veneti autoctoni e poi da coloni giunti da Roma. La prima vera fonte è un documento del 24 aprile 838, dove il centro viene definito “Villa que nuncupatur Rodigo”, cioè borgo di campagna detto Rovigo. Nel corso della storia Rovigo mostra un rapporto di amore-odio con Venezia: se il dominio della Lagunare fu mal digerito, la sua ricchezza permise momenti di ricchezza e prosperità intellettuale. Nei quartieri centrali della città, ecco il Palazzo Venezze, nato nel 1715 quando il conte Stefano Venezze si rivolse all’architetto Agostino Ghiotti. E un edificio in stile neoclassico, la cui pregevole facciata vanta due portali, una balaustra in marmo con due finestre con frontoni curvilinei ed il cornicione dentellato. All’interno, l’ampio atrio con travio a vista, colonne in stile toscanico e scalone con putti. Oggi il Palazzo è sede del locale Conservatorio di Musica. Nel cuore dei devoti locali ha un posto speciale la Chiesa della Beata Vergine del Soccorso, o la Rotonda. La Chiesa celebra la Protezione che la Madonna accordò alla città, operando numerosi miracoli durante l’epidemia di peste del 1572. E’ struttura ottagonale, dotata di tre finestre per lato e dominata da un tetto ad elementi spioventi, pensato per sostituire la cupola originaria, crollata nel 1606 a seguito di gravi lesioni. Degno di nota l’organo interno, opera originale del maestro costruttore veneziano Gaetano Callido, la cui opera è evidente nelle canne, nei mantici e nella meccanica sonora delle melodie. Porta San Bartolo è uno dei due accessi presenti nell’originaria cinta muraria. Il nome è una derivazione di San Bartolomeo, il quartiere che la porta collegava al centro dell’abitato. Nonostante il passare del tempo e numerosi restauri, la Porta mantiene l’aspetto che le donarono gli architetti della Serenissima nel 1482. E’ infatti una fortificazione a fornice unico, realizzata in cotto.

Share