Sanluri

Città di dimensioni limitate, Sanluri (8.500 abitanti circa) ha comunque la sua storia da raccontare. Il nucleo originale sembra essere legato al popolo dei Nuraghi, che decise d’insediarsi attirato dalla fertilità del territorio. Da qui l’origine più probabile del nome: Sanluri da Se-lori, termine arcaico che significa luogo del grano ancora oggi usato nell’espressione sarda logu de su lori (luogo del grano). Per gli studiosi, la città diventa cruciale per le vicende dell’isola nel medioevo. La posizione strategica di luogo di transito della Sardegna meridionale rende la città preda ambita sia del potente Giudicato d’Arborea che degli invasori Aragonesi. La vittoria arride a questi ultimi (Battaglia di Sanluri, 1409) che per punire la popolazione locale distruggono il borgo e scacciano gli abitanti. Alla fine del Quattrocento, Sanluri viene ricostruita e governata da signori feudali: prima i Castelvì, poi gli Aymerich. Con l’arrivo dei Savoia, i feudatari sono costretti a cedere il potere ai Re di Sardegna. In ogni caso, il passato è ancora vivo a Sanluri, reso presente da opere come il Castello Giudicale Elenora d’Arborea. L’edificio, la fortezza più integra dell’intera isola, fu costruito tra il XII-XIV, sentinella di un confine minacciato da vicini aggressivi come i pisani e gli Aragonesi. Proprio questi ultimi ampliano e potenziano la struttura, dandogli l’aspetto attuale. Oggi il Castello è in parte proprietà privata ed in parte sede del Museo Risorgimentale “Duca d’Aosta”. Curato dal generale Villa, il museo è dedicato alle vicende belliche dell’Unità d’Italia ed ospita cimeli e memorabilia dal 1800 al 1918. Sempre ricordo di guerre passate, ecco Sa Batalla. Questa è la rievocazione, svolta negli anni dispari, della Battaglia di Sanluri, che nel 1409 decise le sorti della città. Abbigliati nei costumi d’epoca, i cittadini fanno rivivere lo scontro tra l’esercito aragonese comandato da Martino il Giovane ed i difensori, l’esercito del Giudicato, guidato da Guglielmo III di Narbona.

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