Spoleto

Spoleto (20.000 abitanti circa) nasce come città degli umbri, e sfruttando la posizione favorevole, diventa centro di importanza elevata, come testimoniate dalle mura ciclopiche, strutture difensive ancora oggi visibili. Ai primi abitanti risale l’enigma dell’origine del nome. A riguardo, le ipotesi sono molte: una delle più credibili si basa sulle parole greche “Spao” e “Lithos”, cioè sasso separato. Queste sarebbero basate sul colle Sant’Elia, considerato il sasso staccato, dal Monteluco. Il dubbio del nome è una delle tante vicende legate all’abitato, ricco di storia, monumenti e bellezze da visitare. La nostra guida turistica comprende i resti dell’epoca di Roma antica: il più rappresentativo, il Ponte Sanguinario. Riscoperto nel ‘500, permetteva di oltrepassare il Torrente Tessino. E’ costituito da tre arcate, in blocchi di travertino, per circa 24 metri di lunghezza. Secondo la storia, il nome è una storpiatura di Sandalapius, la porta che sorgeva nei pressi. Secondo la leggenda, esso deriva dal sangue dei primi martiri cristiani, che avrebbe impregnato le pietre della costruzione. E’ invece di epoca medievale la coppia formata dalla Torre dell’olio e della Porta Fuga. La porta, posta nelle mura esterne, agiva da specchietto per le allodole, attirando le milizie nemiche. Una volta a tiro, si attivavano le guardie cittadine, che dalla torre versavano olio bollente sugli assedianti. Secondo la tradizione, la tecnica riusci a respingere anche i soldati imperiali guidati da Federico Barbarossa. Nei pressi dell’abitato, il Bosco sacro del Monteluco unisce natura, storia e fede. Nella lecceta secolare si trovano infatti resti di antiche fortificazioni e diversi eremi d’ispirazione francescana. Sulla sua cima poi, un pregevole convento risalente al 1100. Il passaggio del Santo di Assisi è ricordato anche dalla lapide posta sul Belvedere, con la pietra che riporta la sua frase “ Nihil jucundius vidi valle mea spoletana”. Oltre a questo, il Bosco ospita diversi sentieri ed itinerari per passeggio.

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