Trieste

Come altre città dei confini orientali, Trieste (204.000 abitanti) nasce come punto di collegamento tra le popolazioni dell’entroterra italico, quelle dell’Europa centrale e settentrionale, i popoli slavi, con relazioni pacifiche alternate a periodi di guerra. E tutto questo si riflette nelle origini del nome, raccolte in due grandi ipotesi. La prima lo fa risalire a Tergeste, formato da terg, mercato ed este, suffisso degli insediamenti del popolo dei Veneti. La seconda si rifà al lavoro del geografo Strabone e ricorda le tre battaglie combattute della legioni di Roma per conquistare il territorio. Da qui il nome di Tergestum, da ter, tre volte e gestum, participio passato di gerere bellum, fare la guerra. Proprio la presenza romana aiuta la cittadina a diventare un’importate centro commerciale e culturale. Proprio tale dimensione di città portuale e commerciale rende Trieste preda ambita e,dopo la conquista degli Asburgo, gioiello della corona austriaca, che la rende vera città mitteleuropea, centro culturale ed importante polo economico dell’Impero. Dal Risorgimento in poi, Trieste assume un ruolo nobile e tragico: protagonista della presa di coscienza patriottica ma anche vittima dell’intolleranza e del nazionalismo, dal turbolento Ottocento ai massacri del Novecento. Di tutti questi periodi, il Castello di Miramare rimanda all’epoca d’oro degli Asburgo. A volerlo, è l’imperatore Massimiliano, arciduca d’Austria e imperatore del Messico, desideroso di una dimora in cui vivere con la moglie Carlotta. L’edificio, opera dell’architetto Junker, unisce un interno lussuoso con un parco di 22 ettari abbellito da numerose piante esotiche. Nonostante la bellezza, il castello è considerato araldo della morte: secondo la leggenda, i nobili che lo abitano vanno incontro alla morte e allo disgrazia. Allora, Massimiliano d’Asburgo venne sconfitto e morì in Messico, mentre Amedeo di Savoia viene catturato in Etiopia, dove muore durante la detenzione. Il Faro della Vittoria ricorda invece la vittoria nella Prima Guerra Mondiale. Allo stesso tempo monumento per i caduti e faro per la navigazione è ricco di significati simbolici. Le sue fondamenta sovrastano così quelle del forte austriaco Kressich, le sue pietre arrivano dal Carso e dall’Istria. Infine, vicino alla costruzione è posta l’ancora dell’Aiace, il cacciatorpediniere che per primo entrò nel porto nel 1918. Il Tempio serbo-ortodosso della Santissima Trinità e di San Spiridione è una delle tante identità locali, centro della comunità ortodossa. La chiesa attuale nasce nel 1869, quando l’architetto Maciachini sfrutta la sede della precedente S. Spiridone, edificata nel 1753. In classico stile bizantino, l’edificio vanta i ricchi mosaici, l’alta cupola e la lampada d’argento, dono dello zar Pietro I.

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