Turismo di caccia in Italia: come funziona?

Quando si parla di viaggi e di vacanze per chi fa sport, spesso e volentieri si pensa a chi fa sport come il nuoto, l’escursionismo, la vela, e comunque sport in cui si va nel posto adatto per quello sport (ovviamente) e si inizia a praticare senza troppi pensieri.

Turismo di caccia in Italia

Tuttavia, gli sport sono tanti e qualcuno è meno conosciuto e preso in considerazione dalle masse ma non per questo è meno importante: in questo articolo parliamo di turismo di caccia, e di come funziona per chi vuole spostarsi nel nostro paese, quindi senza prendere in considerazione i (tanti) cacciatori che vanno a fare esperienze all’estero, dove le leggi sono spesso e volentieri molto più permissive rispetto alle nostre. Ricordiamo fra l’altro che il nostro paese è presente l’azienda leader nel settore: la prestigiosa Beretta.

Il turismo venatorio in Italia

Il turismo venatorio lo troviamo un po’ dappertutto, perché l’Italia è uno dei paesi con il maggior numero di boschi e in cui, di conseguenza, l’attività venatoria è più sviluppata. E in questo modo non solo ci sono gruppi venatori un po’ dappertutto, e ci sono regolamenti che variano da provincia a provincia (ormai da regione a regione, con la scomparsa delle province…) ma sempre presenti, ma troviamo anche una grande varietà di animali da cacciare, così che ognuno possa scegliere la meta in base a questo parametro, oltre che ovviamente per ragioni puramente turistiche.

Al momento, le possibilità per muoversi e cacciare sono essenzialmente due, anche se bisogna informarsi bene sulle regole che variano nelle singole regioni perché per quanto riguarda i giorni, le stagioni e soprattutto le aree le cose potrebbero cambiare, salvo i regolamenti del singolo comune.

La caccia libera

La prima possibilità è la caccia libera. È la forma che i cacciatori usano solitamente nella propria zona, nella quale conoscono molto bene le leggi, ma spostarsi per il turismo in questo modo potrebbe essere un problema anche piuttosto importante: non avendo alcun tipo di supporto, o conosciamo qualcuno (un amico) o c’è bisogno di una pianificazione molto attenta tanto del viaggio quanto dell’attività.

Perché con la caccia libera sicuramente si risparmia, perché basta avere il giusto equipaggiamento ed un’auto. Tutto qui. Ma di contro è anche vero che non c’è pubblicità di alcun tipo, che non ci sono spiegazioni, che nessuno aiuta (a parte i gruppi venatori, ma dobbiamo trovarli e di solito sono gruppi di cacciatori amici che non si trovano in internet, ma si vedono dal vivo) e questo potrebbe essere un problema quando, specialmente, ci vogliamo muovere lontani da casa.

Le riserve di caccia

L’altra possibilità che abbiamo è quella delle riserve di caccia. Si tratta di terreni privati, ovviamente a norma di legge, in cui gli animali sono allevati per fini venatori: alla fine dell’allevamento questi vengono rilasciati nel territorio, generalmente simile a quello di un’azienda agricola, e i cacciatori possono arrivare e cacciare.

Questo sistema sta ottenendo un grande successo in questi anni, soprattutto perché queste aziende mettono a disposizione servizi, opportunità, prede sicure (che nella caccia libera non è detto ci siano) e poi offrono tutto il supporto necessario ai cacciatori che nell’altro caso dovrebbero fare tutto da soli.

Questo sistema è di gran lunga il preferito dai cacciatori in questi anni, e tra l’altro rappresenta un business molto importante, che si stima muova ogni anno tre milioni di euro, per una scelta che rende sempre più felici i cacciatori che vedono ridursi, in questi anni, sempre di più, le aree libere pensate per il loro sport preferito.

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