Vicenza

Nella lunga storia di Vicenza (115.000 abitanti circa), forse il momento più glorioso è l’entrata nelle lotte per il Rinascimento. Quando nel 1848 la città insorge contro gli Austriaci, l’esercito di Radetzky si dirige verso di essa, per eliminare i rivoltosi. Contro di lui, un esercito raccogliticcio di 11.000 persone, in gran parte volontari, chiamati a fronteggiare 30.000 soldati austro-ungarici e 30 cannoni. Nonostante tale superiorità e la posizione vantaggiosa dopo la conquista del Monte Berico, il generale Radetzy onora il coraggio dei difensori vicentini, consentendogli una ritirata con l’onre delle armi e senza prendere prigionieri. La Porta San Bortolo è testimone delle vicende belliche cittadine. Nasce nel 1455, quando i dominatori veneziani la edificano sia come sistema difensivo che come barriere per il dazio. Intorno ad essa si svolgono i combattimenti più violenti di Treviso, come i moti patriottici del 1848 e gli scontri tra partigiani e nazifascisti della Seconda Guerra Mondiale. Oggi la porte è curata dal gruppo alpini di quartiere, che si occupa anche di regolare la viabilità e di tutelare l’ingresso del vicino ed antico ospedale San Bortolo. La Villa Almerico Capra (o la Rotonda) è edificio futuristico, creato dal maestro Palladio nel 1566. A lui il compito infatti di realizzare una struttura, allo stesso tempo luogo di politica ufficiale e spazio di riposo e studio. La sua risposta è un edificio quadrato, iscritto in un ideale cerchio perfetto e dotato di quattro facciate identiche, ognuna delle quali presenta avancorpo con loggia. Inoltre, la Villa presenta diversi elementi, come la cupola superiore, la pianta a 45 gradi rispetto ai punti cardinali e l’esposizione costante alla luce solare, che fanno ipotizzare un ruolo sacro, o magico: non a caso, le leggende locali parlano di fantasmi, resti di vittime sacrificate in rituali esoterici. Tra i più antichi luoghi religiosi, la Chiesa di San Lorenzo è chiesa in stile romanico, che acquista importanza nel Quattrocento, quando i nobili dei Pojana fanno creare allo scultore Lombardo da Carona l’ancona per l’altare della Pietà: il Cristo alzato da due angeli, con vicino i santi Francesco e Bernardino. La Chiesa vanta anche 10 campane in scala di Do3, aggiunte nel 1930.

Share