Villacidro

Città di dimensioni limitate (14.000 abitanti circa), Villacidro ha comunque una dose più soddisfacente di attrattive. Tra le opere locali più caratteristiche, il Lavatoio Pubblico. A realizzarlo nel 1893,l’ingegner Pani usando uno stile Liberty personalizzato che lo rende quasi unico: una delle poche opere simili, il mercato vecchio di Cagliari, fu infatti demolito nel ’50 circa. Il Lavatoio è una grande vasca in lamiera, innalzata da 22 colonne di ghisa. Al di sotto, 36 vasche in trachite. L’opera era abbellita da una serie di figure in marmo: due sirene ed una coppia di leoni, rubati nel passato, e volti d’angelo. Come altre chiese di Sardegna, la Chiesa di Santa Barbara è un mix di stili. Iniziata come struttura barocca nel 1500, viene poi modificata dai restauri, prima nel 1670 poi nel 1767. All’esterno, spicca nettamente la facciata, realizzata a “Cappello di carabiniere”, cioè con una punta a due inflessioni. Particolare anche il portale bronzeo: dove l’immagine della Madonna è affiancata a quella dei Santi Barbara e Sissinnio e dalla cascata di Sa Spendula, simbolo cittadino. L’interno presenta una pianta rettangolare, con una navata unica a volta a botte e tre cappelle per lato, coperte da cupole semisferiche. Tra le opere d’arte di maggior pregio, l’altare maggiore in marmi policromi e la balaustra, creazioni degli artisti Battista e Spazzi. Dello stesso periodo, il Settecento, i tre medaglioni in marmo bianco, con i volti di San Pietro, San Sisinnio e Santa Barbara. Infine, da ricordare le tombe di due vescovi, monsignor Michele Antonio Aymerich (morto nel 1806) e monsignor Giuseppe Stanislao Paradiso (morto nel 1822). Infine, degno di una visita l’ambiente naturale intorno alla città, in primis le cascate. La più famosa è Sa Spendula, cascata di tre sezioni, formata dal torrente Coxinas che poi sfocia nel Rio Seddanus. Tra i suoi ammiratori, Gabriele d’Annunzio, che la immortalò in una poesia. Vengono poi le cascate dell’area naturale dei Monti Mannu: quella del Rio Linas, quella di Piscin’Irgas e quella di Muru Mannu.

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