Viterbo

Città del Lazio settentrionale, Viterbo (63.500 abitanti circa) è città dalla lunga storia e dalle molte vicende. La sua origine è poco chiara. Gli storici concordano su fondatori etruschi, non sull’importanza dell’abitato: per alcuni è poco più di un villaggio, per altri parte di una potente confederazione. Più informazioni dopo la conquista romana: la città viene trasformata in accampamento fortificato, il castrum Herculis, che esalta il figlio mortale di Zeus nel suo ruolo di uccisore del Leone Nemeo. Ancora oggi la città onora l’eroe portando il leone nella stemma cittadino. E’ forse però il Medioevo il periodo d’oro della città. Schierandosi col Papa, la città attira famiglie nobiliari guelfe e lo stesso pontefice romano, guadagnandosi il soprannome di Città dei papi. E questo il periodo in cui vengono costruiti i più bei monumenti locali ed è questo il periodo in cui vive ed opera Santa Rosa (1233-1251), la cui predicazione aiuta i cittadini a respingere uno dei frequenti attacchi degli imperiali tedeschi. Con la decadenza dello Stato Pontificio, anche Viterbo cade nell’oblio: ultimo momento di gloria nel 1867, quando i patrioti locali vedono la sconfitta dei soldati garibaldina ad opera dei soldati pontifici e francesi. Dopo la storia, il turismo. La prima bellezza da visitare è la stessa città vecchia. Molto ben conservata consente di fare un salto nella Viterbo medievale, con le sue scale a profferlo, la caratteristica scala a vista, ed i tanti monumenti: Torre del Branca, le mura con la Porta Romana e la Porta Fiorentina, la Chiesa di Santa Rosa posta su un poggio rialzato. Ciò detto, fiore all’occhiello della cittadina è il Duomo, la Chiesa di San Lorenzo. Le sue fondamenta sono intrise di religione: il Duomo sorge su una chiesa precedente, a sua volta edificato abbattendo l’antico tempio pagano di Ercole. Proprio alla chiesa è legata la leggenda di papa Alessandro IV: una volta in una tomba pubblica, il pontefice sarebbe stato posto in una tomba segreta, ma sempre nella chiesa, per evitare l’oltraggio dei nemici.

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